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Lazy Portfolio: i Portafogli Pigri sono da copiare?

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Indice

Portafogli Pigri per investitori italiani

Investire non significa soltanto scegliere gli strumenti finanziari giusti: è prima di tutto una questione di consapevolezza. Ed è proprio qui che entrano in gioco i cosiddetti lazy portfolio, o portafogli pigri: strategie di investimento passivo, spesso ideate dai grandi maestri del mondo finanziario, che puntano a semplificare la vita dell’investitore riducendo al minimo le decisioni da prendere e gli interventi da fare nel tempo.

Ma attenzione: nonostante la loro fama, i lazy portfolio non sono una soluzione da copiare ciecamente, soprattutto se si investe dall’Italia, con la tassazione, la valuta e la fiscalità italiana. Per un investitore italiano, infatti, copiare un Lazy Portfolio senza valutare la propria situazione personale può rivelarsi un errore. Ogni investitore ha un diverso profilo di rischio, obiettivi finanziari specifici e un percorso unico: ecco perché un portafoglio personalizzato resta sempre la scelta più efficace.

I Lazy Portfolio sono da copiare?

Diciamolo chiaramente: i lazy portfolio sono strategie di investimento molto popolari, spesso citate come soluzioni semplici e replicabili da chiunque. Tuttavia, per un investitore italiano, copiarli senza adattarli può essere un errore significativo. Ecco i motivi principali per cui non basta prendere un portafoglio pigro già pronto e applicarlo alla propria situazione:

1. Non sono contestualizzati al mercato europeo ed italiano

I rendimenti storici dei lazy portfolio più famosi derivano da periodi e condizioni macroeconomiche specifiche, soprattutto legati all’economia americana. Molti di questi portafogli, infatti, sono costruiti su strumenti in dollari e su indici USA. Un investitore italiano, che ragiona in euro, deve tenere conto sia del rischio cambio sia delle dinamiche economiche e fiscali del nostro Paese. Un portafoglio che ha funzionato bene negli Stati Uniti non necessariamente darà gli stessi risultati in Italia.

2. Non considerano la fiscalità italiana

La tassazione sugli investimenti in Italia è diversa da quella americana: aliquote su capital gain, bolli sul dossier titoli, trattamento fiscale di fondi ed ETF sono aspetti che possono incidere in modo rilevante sul rendimento netto. Copiare un portafoglio pigro “americano” senza tenere conto di questi elementi significa rischiare di pagare più tasse del necessario o non ottimizzare i benefici fiscali disponibili.

3. Non sono personalizzati

Ogni investitore ha un profilo di rischio unico, obiettivi specifici e un orizzonte temporale diverso. Un portafoglio con forte esposizione azionaria può essere adatto a un giovane che punta alla crescita, ma diventa estremamente rischioso per chi si avvicina alla pensione e ha bisogno di stabilità. Non esiste un portafoglio valido per tutti: ciò che funziona per uno può essere disastroso per un altro.

4. Non tengono conto dell’orizzonte temporale reale

Un portafoglio al 100% azionario può avere senso per un investitore con 30 o 40 anni davanti a sé, ma diventa pericoloso per chi ha un obiettivo a breve termine, come l’acquisto di una casa o il pensionamento entro pochi anni. I mercati, nel breve, sono imprevedibili e anche una buona strategia rischia di fallire se applicata al contesto sbagliato.

5. Ignorano le esigenze concrete dell’investitore

Gli obiettivi personali contano più della “ricetta” di un portafoglio preconfezionato. Se stai pianificando una spesa importante, come un matrimonio, un’auto o un immobile, non puoi permetterti di avere troppa esposizione azionaria: rischieresti di non avere i soldi disponibili proprio quando ti servono.

Ecco perché la costruzione del tuo portafoglio non dovrebbe basarsi sulla semplice copia di un lazy portfolio. La soluzione migliore è creare un portafoglio davvero personalizzato, che tenga conto del tuo profilo di rischio, della tua fiscalità, dei tuoi obiettivi e del tuo orizzonte temporale.

In Futura SCF, come consulenti finanziari indipendenti, aiutiamo i nostri clienti a evitare strategie standardizzate e a costruire portafogli su misura, efficienti e ottimizzati anche dal punto di vista fiscale. Perché il tuo futuro finanziario non merita scorciatoie, ma una pianificazione personalizzata e consapevole. La prima chiamata con i nostri esperti è gratuita e senza impegno.

Lazy Portfolio più famosi: pro e contro

Vediamo insieme i pro e i contro dei Lazy Portfolio più famosi e perché non conviene copiarli se vogliamo una strategia davvero efficiente e personalizzata, soprattutto per chi investe dall’Italia.

  1. Total Stock Market Portfolio
  2. Portafoglio 90/10 (Warren Buffett Portfolio)
  3. Three Fund Portfolio (Taylor Larimore)
  4. All Weather Portfolio (Ray Dalio)
  5. Permanent Portfolio (Harry Browne)
  6. Golden Butterfly Portfolio
  7. No-Brainer Portfolio (William Bernstein)
  8. Ivy League Endowment Strategy

1️⃣ Total Stock Market

La celebre frase “non mettere tutte le uova in un paniere” richiama l’importanza della diversificazione negli investimenti. Tuttavia, non sempre diversificare significa distribuire tra più asset class: c’è chi sceglie una via più aggressiva, investendo il 100% del portafoglio in azioni. Questa strategia, conosciuta come Total Stock Market Portfolio, è pensata per chi ha un lungo orizzonte temporale e un’alta tolleranza alla volatilità.

Asset Allocation

Il Total Stock Market Portfolio è composto da 100% azioni (prevalentemente large cap, con approccio blend tra titoli growth e value). Esempi di strumenti possono essere gli ETF globali come il FTSE All World, ETF sull’S&P 500, o un ETF sull’MSCI Europe.

Rendimenti storici

Storicamente, l’S&P 500 ha offerto un rendimento reale medio annuo di circa 8,8%, dimostrando le potenzialità di lungo periodo di un portafoglio interamente azionario.

Volatilità

Accanto ai rendimenti elevati, la volatilità è significativa: la deviazione standard storica dell’S&P 500 è circa 20%. Questo significa che nel breve periodo le oscillazioni possono essere ampie, richiedendo nervi saldi e capacità di sopportare fasi di mercato negative anche prolungate.

Vantaggi
  • Semplicità: portafoglio facile da comprendere e monitorare, ideale per chi inizia.
  • Costi bassi: gli ETF azionari hanno TER molto contenuti (spesso <0,10%).
  • Diversificazione settoriale: indici ampi come l’S&P 500 includono vari comparti (tecnologia, sanità, finanza, consumi, ecc.).
Svantaggi
  • Scarsa diversificazione geografica: un ETF sull’S&P 500 espone solo al mercato USA, trascurando Europa, Asia ed emergenti.
  • Assenza di small cap: esclude società più piccole, che pur con maggiore volatilità possono offrire rendimenti superiori nel lungo termine.
  • Concentrazione nei big player: indici pesati per capitalizzazione sono dominati da poche aziende (Apple, Microsoft, Nvidia). Il loro calo incide in modo rilevante sull’intero portafoglio.
  • Dipendenza dal ciclo economico: le large cap rendono bene in fasi di crescita e tassi bassi, ma non garantiscono sempre risultati. La “Lost Decade” (2000-2010) è l’esempio più noto: quasi dieci anni di rendimenti reali nulli.

2️⃣ Portafoglio 90/10 di Warren Buffett

Il portafoglio 90/10 è stato reso celebre da Warren Buffett, uno degli investitori più noti e rispettati al mondo. Questa strategia prevede di destinare la gran parte del capitale al mercato azionario, mantenendo però una piccola quota in strumenti obbligazionari di breve termine per garantire stabilità nei momenti di volatilità.

Asset Allocation

Il portafoglio 90/10 è composto da:

  • 90% azioni (tipicamente tramite un fondo indicizzato sull’S&P 500)
  • 10% titoli di Stato a breve termine (in genere Treasury Bills USA, o equivalenti a breve durata)

Questa suddivisione riflette la convinzione di Buffett nella crescita di lungo periodo del mercato azionario americano, mitigata da una piccola quota obbligazionaria a funzione stabilizzante.

Rendimenti storici

Nel lungo periodo, il portafoglio 90/10 ha registrato un rendimento reale medio annuo di circa 8,47%, leggermente inferiore al 100% azionario ma comunque elevato, grazie all’esposizione predominante alle azioni USA.

Volatilità

La volatilità storica del portafoglio 90/10 è risultata intorno al 12,8%, con un indice di Sharpe leggermente superiore rispetto al 100% azionario. Ciò significa che, a parità di rischio, il rapporto rendimento/volatilità è più favorevole. La presenza del 10% obbligazionario riduce infatti i drawdown rispetto a un portafoglio interamente azionario.

Vantaggi
  • Semplicità: facile da implementare e mantenere nel tempo, adatto a chi cerca una strategia lineare.
  • Alto potenziale di crescita: con il 90% in azioni, il portafoglio punta a massimizzare i rendimenti nel lungo termine.
  • Riduzione dei drawdown: la quota di obbligazioni brevi aiuta a contenere le perdite nelle fasi di mercato turbolente.
Svantaggi
  • Scarsa diversificazione su asset decorrelati: il portafoglio non include materie prime, oro o mercati alternativi, che storicamente proteggono meglio in fasi di inflazione elevata.
  • Rendimento inferiore al 100% azionario: pur offrendo più stabilità, il rendimento è leggermente più basso rispetto al Total Stock Market Portfolio.
  • Non adatto a tutti gli investitori: per chi è vicino al pensionamento o ha un orizzonte temporale breve, l’esposizione del 90% in azioni resta comunque troppo rischiosa. Nel breve termine, i mercati possono subire oscillazioni imprevedibili che compromettono il risultato.

3️⃣ Three Fund Portfolio di Taylor Larimore

Il Three Fund Portfolio è stato sviluppato da Taylor Larimore con l’obiettivo di semplificare l’investimento, riducendo la complessità di un portafoglio tradizionale a una struttura essenziale ma efficace. Ispirato ai principi di Jack Bogle, fondatore di Vanguard e promotore delle strategie a basso costo e lungo termine, questo portafoglio rappresenta un approccio versatile per investitori di tutte le età.

Asset Allocation

La configurazione classica del Three Fund Portfolio prevede tre componenti principali:

  • Azioni nazionali
  • Azioni internazionali
  • Obbligazioni

La quota di obbligazioni è flessibile e può variare in base all’età, all’orizzonte temporale e alla propensione al rischio dell’investitore. Ad esempio:

  • Un giovane investitore può allocare 80% azioni / 20% obbligazioni
  • Un investitore vicino alla pensione potrebbe ridurre la quota azionaria al 40%, aumentando quella obbligazionaria al 60%

Inizialmente Larimore prevedeva anche una piccola quota in liquidità, ma con il tempo la struttura si è semplificata.

Rendimenti storici

Un Three Fund Portfolio con 80% azioni / 20% obbligazioni ha registrato un rendimento medio annuo di circa 7,5%.

Volatilità

La deviazione standard storica di questo portafoglio è stata di circa 17%, inferiore a un portafoglio 100% azionario ma superiore a portafogli più conservativi come il 90/10.

Vantaggi
  • Semplicità e diversificazione: pur essendo leggermente più complesso dei portafogli precedenti, rimane facile da gestire e include azioni internazionali, aumentando la diversificazione.
  • Flessibilità: l’allocazione degli asset può adattarsi all’età, all’orizzonte temporale e al profilo di rischio dell’investitore.
  • Bassi costi: nonostante l’aggiunta di un fondo in più, i costi annuali rimangono contenuti, circa 0,30%.
Svantaggi
  • Mancanza di oro e materie prime: come per altri portafogli pigri, mancano asset decorrelati che proteggono in scenari inflattivi o deflattivi.
  • Richiede ribilanciamento periodico: anche se semplice, il portafoglio va monitorato e ribilanciato per mantenere le proporzioni iniziali; chi trascura questa fase può ritrovarsi con un profilo di rischio differente.
  • Non adatto a esigenze particolari: ad esempio chi necessita di una rendita mensile o di flussi costanti potrebbe dover integrare strumenti specifici.

4️⃣ Portafoglio All Weather di Ray Dalio

Il Portafoglio All Weather, ideato da Ray Dalio, fondatore di Bridgewater Associates, si basa sulla strategia di risk parity. Questa metodologia ridistribuisce il rischio tra le diverse asset class, riconoscendo che le azioni, più volatili, contribuiscono maggiormente alla volatilità complessiva del portafoglio rispetto alle obbligazioni. L’obiettivo è ottenere un portafoglio più stabile nel tempo, con un rapporto rischio/rendimento più efficiente.

Dalio sviluppò l’All Seasons per creare un’allocazione capace di resistere a ogni fase del ciclo economico, studiando l’impatto di inflazione, deflazione, crescita e recessione sui diversi asset.

Asset Allocation

La versione retail del portafoglio prevede la seguente struttura:

  • 40% obbligazioni a lungo termine (es. Treasury 20–30 anni)
  • 15% obbligazioni a medio termine (es. Treasury 3–7 anni)
  • 30% azioni large cap globali
  • 7,5% oro
  • 7,5% materie prime generiche

Ogni asset risponde in modo diverso ai cambiamenti economici:

  • Le azioni performano bene in contesti di crescita con inflazione moderata.
  • Le obbligazioni a lungo termine reagiscono positivamente in fase di rallentamento o deflazione.
  • Oro e materie prime proteggono in scenari inflattivi o crisi geopolitiche.
Rendimenti storici

Negli ultimi 50 anni, il portafoglio All Weather ha registrato un rendimento annuo medio composto di circa 5%, inferiore a portafogli più azionari ma con maggiore stabilità.

Volatilità

La deviazione standard storica è stata di circa 11%, più bassa rispetto a portafogli come il 100% azionario o il 90/10, grazie all’inclusione di oro, materie prime e di un peso più consistente della componente obbligazionaria.

Vantaggi
  • Elevata diversificazione: include azioni, obbligazioni, oro e materie prime.
  • Resilienza nei diversi scenari economici: progettato per resistere a inflazione, deflazione, crescita e recessione, ideale per investitori passivi.
  • Bassa volatilità: la combinazione di asset e la componente obbligazionaria riducono i picchi di oscillazione rispetto a portafogli più azionari.
Svantaggi
  • Forte esposizione al comparto obbligazionario a lungo termine: in contesti di tassi in rialzo, queste obbligazioni possono subire perdite significative.
  • Ribilanciamento più complesso: il portafoglio richiede competenze tecniche maggiori rispetto a soluzioni più semplici; di norma il ribilanciamento è annuale, riportando gli asset ai pesi target in caso di variazioni dovute a inflazione o performance divergenti.
  • Minore performance in fasi bull azionarie: l’elevata quota obbligazionaria limita i guadagni quando il mercato azionario cresce rapidamente.
  • Rendimento inferiore nel lungo termine: rispetto a portafogli completamente azionari, il ritorno medio a 20 anni è più basso, sacrificando parte del potenziale rendimento per maggiore stabilità.

5️⃣ Permanent Portfolio di Harry Browne

Il Permanent Portfolio è stato ideato negli anni ’80 dall’economista statunitense Harry Browne. L’obiettivo era creare un portafoglio semplice e resistente a qualsiasi scenario macroeconomico, senza dover prevedere il futuro. Si tratta di una strategia particolarmente adatta a investitori che cercano stabilità e protezione del capitale nel medio-lungo termine.

Asset Allocation

Il Permanent Portfolio prevede una distribuzione equilibrata tra quattro asset class (25% ciascuna):

  • Azioni: per beneficiare della crescita economica e dei mercati.
  • Obbligazioni a lungo termine: per ottenere rendimento in contesti di tassi bassi o deflazione.
  • Oro: per diversificare e proteggere il portafoglio durante crisi di mercato.
  • Liquidità / obbligazioni a breve termine: per poter ribilanciare il portafoglio nei periodi di crisi.
Rendimenti storici

Il portafoglio ha registrato un rendimento medio annuo di circa 4,6%, più basso rispetto a portafogli azionari ma con maggiore stabilità e protezione del capitale.

Volatilità

La deviazione standard storica è di circa 8%, molto inferiore a portafogli azionari o parzialmente azionari. Questo riduce i drawdown e rende il portafoglio adatto a chi ha una bassa tolleranza al rischio.

Vantaggi
  • Bassa volatilità: ideale per investitori prudenti che vogliono proteggere il capitale.
  • Drawdown contenuti: anche negli anni peggiori, come il 2022 (-6,7%), il portafoglio ha limitato le perdite rispetto a portafogli 100% azionari.
  • Gestione semplice: nessun market timing necessario e ribilanciamento annuale.
  • Resilienza macroeconomica: positivo anche durante eventi estremi come la crisi finanziaria globale (2007-2009) o il 2020, quando gli indici azionari globali erano negativi (+5,6% per il Permanent Portfolio).
Svantaggi
  • Rendimento modesto: rispetto a portafogli più azionari, la crescita a lungo termine è limitata.
  • Elevato peso dell’oro: protegge dai rischi, ma riduce la possibilità di incrementare il capitale tramite azioni.
  • Crescita reale limitata: in assenza di eventi estremi, il portafoglio può risultare “piatto” e poco performante rispetto al mercato azionario.

6️⃣ Golden Butterfly Portfolio

Il Golden Butterfly Portfolio è stato ideato da Tyler, fondatore di Portfolio Charts, come evoluzione del Permanent Portfolio di Harry Browne. L’obiettivo è migliorare il bilanciamento tra stabilità e crescita, introducendo una componente azionaria leggermente più aggressiva ma sempre prudente.

Questa strategia ha guadagnato popolarità tra gli investitori passivi e indipendenti grazie alla sua capacità di limitare i drawdown, mantenere la volatilità sotto controllo e offrire rendimenti interessanti nel lungo periodo.

Asset Allocation

Il Golden Butterfly Portfolio prevede 5 asset class equi-pesate (20% ciascuna):

  • 20% azioni small cap: maggiore potenziale di crescita ma più volatilità.
  • 20% azioni large cap: stabilità e rendimento costante.
  • 20% obbligazioni a lungo termine: protezione in scenari inflattivi o di crisi.
  • 20% oro: diversificazione e copertura in periodi di turbolenza.
  • 20% liquidità o obbligazioni brevi: per ribilanciare il portafoglio e garantire liquidità.
Rendimenti storici

Negli ultimi 50 anni, il Golden Butterfly Portfolio ha registrato un rendimento medio annuo di circa 5,5%, superiore al Permanent Portfolio grazie alla maggiore esposizione azionaria.

Volatilità

La deviazione standard storica è stata di circa 9%, inferiore a portafogli più azionari e leggermente superiore al Permanent Portfolio, garantendo un buon equilibrio tra rischio e rendimento.

Vantaggi
  • Eccellente diversificazione: combinazione di asset decorrelati che riducono il rischio complessivo.
  • Drawdown contenuti e bassa volatilità: il portafoglio resta stabile anche in fasi negative del mercato.
  • Buon rendimento corretto per il rischio: bilanciamento efficace tra crescita azionaria e protezione obbligazionaria/commodities.
Svantaggi
  • Elevata esposizione all’oro: sebbene inferiore rispetto al Permanent Portfolio, la quota del 20% resta significativa e può limitare la crescita in fasi bull azionarie.
  • Ribilanciamento necessario: pur non essendo complesso, richiede una gestione periodica per mantenere i pesi target delle cinque asset class.

7️⃣ No-Brainer Portfolio di William Bernstein

Il No-Brainer Portfolio nasce nei primi anni 2000 da uno studio di William Bernstein, con l’obiettivo di creare una strategia statica, bilanciata e facile da mantenere. Pensato per investitori passivi, il portafoglio mira a combinare crescita e stabilità utilizzando pochi fondi indicizzati o ETF, evitando complessità e overthinking.

Asset Allocation

La logica del No-Brainer Portfolio prevede:

  • 75% azioni, suddivise equamente in:
    • Azioni USA large cap
    • Azioni USA small cap
    • Azioni internazionali
  • 25% obbligazioni brevi, per stabilità e protezione del capitale

Questa struttura garantisce ampia diversificazione geografica e per stile di investimento, pur mantenendo la semplicità gestionale e un approccio passivo con ribilanciamento annuale.

Rendimenti storici

Negli ultimi 50 anni, il portafoglio ha registrato un rendimento medio annuo di circa 7,3%, dimostrando solidità nel lungo periodo grazie alla prevalenza azionaria ben bilanciata.

Volatilità

La deviazione standard storica è di circa 15%, inferiore rispetto a portafogli completamente azionari ma più alta rispetto a soluzioni più bilanciate come il Permanent Portfolio o l’All Weather.

Vantaggi
  • Buona diversificazione: combina azioni large cap, small cap e internazionali, garantendo esposizione equilibrata ai mercati.
  • Bassa manutenzione: semplice da gestire con pochi strumenti e ribilanciamento annuale.
  • Strategia passiva: riduce l’overthinking e sfrutta la storia dei mercati per ottenere rendimento nel lungo termine.
Svantaggi
  • Assenza di oro e materie prime: mancano asset decorrelati che aiutano a ridurre la volatilità nei periodi turbolenti.
  • Non adatto a investitori prudenti: con il 75% in azioni, inclusa una quota significativa in small cap, il rischio rimane elevato, rendendo il portafoglio meno indicato per chi ha bassa tolleranza al rischio.

8️⃣ Ivy League Endowment Strategy

L’Ivy League Endowment Strategy si ispira alle strategie di investimento delle più prestigiose università americane, come Harvard e Yale. È pensata per investitori con un orizzonte di medio-lungo termine e mira a combinare crescita e stabilità attraverso una diversificazione tra asset class decorrelate.

A differenza del tradizionale portafoglio 60/40, questo modello riduce la volatilità e migliora i rendimenti corretti per il rischio grazie a un mix più ampio di asset.

Asset Allocation

La struttura tipica del portafoglio è:

  • 35% azioni USA: motore principale di crescita.
  • 28% obbligazioni: stabilizzazione del portafoglio e protezione nelle fasi ribassiste.
  • 15% azioni internazionali: diversificazione geografica aggiuntiva.
  • 11% materie prime: copertura dall’inflazione e dagli shock geopolitici.
  • 11% real estate: esposizione immobiliare e ulteriore decorrelazione dall’azionario.
Rendimenti storici

Storicamente, i portafogli ispirati alle endowment universitari hanno mostrato rendimenti solidi e stabili nel lungo periodo, con performance corrette per il rischio superiori al classico 60/40, grazie alla diversificazione tra asset decorrelati.

Volatilità

La volatilità è generalmente inferiore rispetto a portafogli completamente azionari, ma può essere influenzata dalle materie prime e dal real estate, che presentano oscillazioni proprie dei rispettivi mercati.

Vantaggi
  • Diversificazione concreta: presenza di materie prime e real estate riduce la correlazione interna tra gli asset.
  • Crescita e protezione: combinazione di azioni e obbligazioni offre un equilibrio tra rendimento e stabilità.
  • Maggiore robustezza rispetto al 60/40 classico: resiliente anche durante drawdown prolungati.
Svantaggi
  • Maggiore complessità nella gestione: più asset richiedono attenzione al ribilanciamento e scelta degli strumenti.
  • Materie prime volatili: l’allocazione dell’11% può subire performance negative prolungate, influenzando il portafoglio.
  • Esposizione geografica non globale: assenza di mercati emergenti, con concentrazione su USA e azioni internazionali sviluppate.

Non copiare un Lazy Portfolio, crea il tuo personalizzato

I lazy portfolio rappresentano un’ottima base di partenza per chi vuole semplificare gli investimenti e puntare sulla diversificazione. Tuttavia, come abbiamo visto, nessun portafoglio “fai-da-te” può essere copiato senza considerare le caratteristiche personali dell’investitore: profilo di rischio, orizzonte temporale, esigenze di liquidità e fiscalità italiana sono elementi fondamentali per ottenere risultati realmente efficaci.

Affidarsi a un portafoglio standard può sembrare comodo, ma per investitori italiani è essenziale valutare attentamente la tassazione locale, la valuta di riferimento (euro) e la selezione degli strumenti più adatti al proprio contesto.

Per questo motivo, la scelta migliore è costruire un portafoglio personalizzato, ottimizzato per i tuoi obiettivi di vita e per il tuo profilo di rischio.

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Andrea Bussoletti Consulente Finanziario Indipendente Futura SCF

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