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Asset allocation: come distribuire il patrimonio tra azioni, obbligazioni e liquidità

Creazione nuova asset allocation
Indice

Quando si costruisce un portafoglio di investimento, una delle decisioni più importanti riguarda come distribuire il patrimonio tra le diverse classi di investimento. La scelta di quanto destinare ad azioni, obbligazioni, liquidità e altre attività può infatti incidere in modo significativo sul livello di rischio e sul rendimento atteso del portafoglio.

Questa distribuzione prende il nome di asset allocation e non consiste semplicemente nello scegliere quali strumenti acquistare. Prima ancora di selezionare singoli titoli, fondi o ETF, è necessario stabilire quale combinazione di attività sia coerente con gli obiettivi dell’investitore.

Il CFA Institute considera infatti l’asset allocation una delle decisioni iniziali del processo di costruzione del portafoglio, prima si definiscono esposizioni e pesi delle diverse asset class sulla base di obiettivi, vincoli e caratteristiche dell’investitore e successivamente si scelgono gli strumenti con cui implementare l’allocazione.

L’asset allocation deve quindi tenere conto di elementi come orizzonte temporale, obiettivi finanziari, capacità di sopportare le perdite e necessità di liquidità. Anche la SEC, attraverso Investor.gov, sottolinea che la composizione più adatta varia in funzione dell’orizzonte temporale e della tolleranza al rischio dell’investitore.

Non esiste quindi una composizione del portafoglio valida per tutti: la distribuzione più adatta dipende dalla situazione specifica dell’investitore.

Asset Allocation consulenza finanziaria

Cos’è l’Asset Allocation?

L’asset allocation è il processo attraverso cui il patrimonio viene distribuito tra diverse classi di investimento, con l’obiettivo di costruire un portafoglio coerente con il livello di rischio che l’investitore è disposto e in grado di sostenere e con i propri obiettivi finanziari.

Le principali componenti di un portafoglio sono generalmente:

  •  azioni, rappresentano generalmente la componente con maggiore esposizione al rischio di mercato e, nel lungo periodo, possono offrire un maggiore potenziale di crescita.
  • obbligazioni, possono contribuire a ridurre la volatilità complessiva del portafoglio e a generare flussi finanziari
  • liquidità, svolge soprattutto una funzione di stabilità e disponibilità immediata del capitale.

A queste possono aggiungersi altre asset class, come oro, immobili, materie prime o altre forme di investimento. L’obiettivo dell’asset allocation non è quindi eliminare il rischio, cosa che non è possibile, ma distribuirlo in modo coerente con gli obiettivi dell’investitore.

Un principio strettamente collegato all’asset allocation è quello della diversificazione. Banca d’Italia spiega che diversificare significa distribuire gli investimenti tra strumenti, durate e aree geografiche differenti, con l’obiettivo di ridurre il rischio a parità di rendimento atteso. Anche CONSOB sottolinea che la diversificazione può contribuire a contenere il rischio, pur senza eliminarlo.

Per esempio, una persona che deve utilizzare una parte consistente del proprio patrimonio tra pochi anni avrà esigenze molto diverse rispetto a un investitore che sta costruendo un capitale destinato alla pensione tra vent’anni. Nel primo caso potrebbe essere necessario limitare l’esposizione alle attività più volatili; nel secondo, un’esposizione maggiore alle azioni può essere compatibile con un orizzonte temporale più lungo. La Banca d’Italia distingue infatti tra obiettivi di breve, medio e lungo periodo e collega l’orizzonte temporale alla possibile esposizione verso strumenti più rischiosi.

Prima di definire la percentuale da destinare alle diverse asset class è quindi importante avere chiari gli obiettivi finanziari e il ruolo che ciascuna parte del patrimonio deve svolgere.

Le tipologie di Asset Allocation

L’asset allocation può essere gestita secondo approcci differenti. Le principali modalità sono strategica, tattica, dinamica e semi-attiva.

Comprendere le differenze è importante perché non tutte prevedono lo stesso grado di intervento sul portafoglio e le stesse motivazioni alla base delle variazioni nella composizione degli investimenti.

Questa una tabella riassuntiva, successivamente approfondiamo tutte le tipologie.

TipologiaCaratteristica principaleCome cambia il portafoglioOrizzonte tipico
StrategicaDefinisce una composizione di riferimento nel lungo periodoVaria principalmente per effetto dei mercati e viene riportata verso i pesi obiettivo tramite ribilanciamentoMedio-lungo periodo
TatticaModifica temporaneamente l’allocazione strategicaAumenta o riduce l’esposizione a determinate asset class in base a valutazioni sulle condizioni di mercatoMedio periodo
DinamicaAdatta progressivamente il portafoglio all’evoluzione del rischio, del mercato o degli obiettiviPuò modificare in modo più significativo e continuativo i pesi delle diverse asset classVariabile
Semi-attivaCombina una struttura di base relativamente stabile con interventi selettiviApporta modifiche mirate senza intervenire continuamente sull’intero portafoglioMedio-lungo periodo

Asset Allocation strategica

L’asset allocation strategica stabilisce una composizione di riferimento del portafoglio sulla base degli obiettivi dell’investitore, del suo orizzonte temporale e del livello di rischio sostenibile.

Per esempio, un portafoglio potrebbe avere come allocazione strategica il 60% in azioni e il 40% in obbligazioni. Queste percentuali rappresentano i pesi obiettivo delle diverse componenti.

Nel corso del tempo i mercati fanno naturalmente variare questi pesi. Se le azioni aumentano di valore più delle obbligazioni, per esempio, la componente azionaria potrebbe arrivare al 67% del portafoglio.

In un approccio strategico, l’investitore può quindi ribilanciare periodicamente il portafoglio per riportarlo verso la composizione iniziale. Per approfondire questo aspetto, è utile capire come ribilanciare il portafoglio di investimento senza trasformare ogni oscillazione dei mercati in una decisione di investimento.

L’asset allocation strategica è tipicamente associata a un approccio di medio-lungo periodo e non richiede di modificare continuamente il portafoglio sulla base delle previsioni sull’andamento dei mercati.

Asset Allocation tattica

L’asset allocation tattica prevede invece la possibilità di modificare temporaneamente i pesi delle diverse asset class rispetto all’allocazione strategica.

Riprendendo l’esempio precedente, un portafoglio con un’allocazione strategica del 60% azioni e 40% obbligazioni potrebbe essere temporaneamente portato al 50% azioni e 50% obbligazioni sulla base di una determinata valutazione delle condizioni di mercato.

La componente tattica mira quindi a sfruttare opportunità o ridurre temporaneamente determinate esposizioni, mantenendo comunque una struttura strategica di riferimento.

Il principale elemento di attenzione è che le decisioni tattiche richiedono valutazioni sul futuro andamento dei mercati. Prevedere correttamente l’evoluzione dei mercati è difficile e una gestione tattica frequente può inoltre aumentare costi, turnover e rischio di prendere decisioni emotive.

Asset Allocation dinamica

Con asset allocation dinamica si indica un approccio nel quale la composizione del portafoglio viene modificata nel tempo in risposta all’evoluzione delle condizioni di mercato, del rischio o della situazione dell’investitore.

A differenza di una semplice allocazione strategica con ribilanciamento, l’asset allocation dinamica può prevedere cambiamenti più significativi e non necessariamente legati al ritorno verso percentuali prestabilite.

Per esempio, un investitore potrebbe ridurre progressivamente l’esposizione azionaria all’avvicinarsi di un obiettivo finanziario, aumentando contemporaneamente la componente obbligazionaria o la liquidità.

La dinamicità, quindi, può essere legata sia alle condizioni dei mercati sia all’evoluzione degli obiettivi e dell’orizzonte temporale dell’investitore.

Asset Allocation semi-attiva

L’asset allocation semi-attiva si colloca in una posizione intermedia tra un approccio completamente passivo e una gestione fortemente attiva del portafoglio.

L’allocazione di base può rimanere relativamente stabile, mentre vengono effettuati interventi selettivi per modificare l’esposizione a determinate asset class quando cambiano le condizioni o le esigenze dell’investitore.

In questo caso l’obiettivo non è necessariamente prevedere ogni movimento del mercato, ma mantenere una struttura di portafoglio definita intervenendo solo quando esistono motivazioni sufficientemente rilevanti.

Asset Allocation dinamica

Come gestire l’allocazione degli asset

La gestione dell’asset allocation non consiste nel modificare continuamente il portafoglio, ma nel verificare che la sua composizione rimanga coerente con obiettivi, orizzonte temporale e livello di rischio dell’investitore. Per farlo, è utile considerare alcuni elementi:

  • Orizzonte temporale: più l’obiettivo è lontano, maggiore può essere la quota destinata ad attività rischiose come le azioni, mentre avvicinandosi alla data in cui servirà il capitale può essere opportuno ridurre il rischio.
  • Capacità e tolleranza al rischio: bisogna distinguere tra la capacità finanziaria di sopportare una perdita e la capacità emotiva di rimanere investiti durante una fase negativa dei mercati. Entrambe influenzano la composizione del portafoglio.
  • Ruolo delle diverse asset class: le azioni possono offrire maggiore potenziale di crescita nel lungo periodo, le obbligazioni possono contribuire alla diversificazione e la liquidità permette di affrontare spese e imprevisti senza dover vendere gli investimenti in momenti sfavorevoli.
  • Diversificazione: distribuire il capitale tra diverse aree geografiche, settori e strumenti riduce la dipendenza dall’andamento di una singola componente del portafoglio. Puoi approfondire il tema nella nostra guida su come diversificare il portafoglio.
  • Ribilanciamento: nel tempo i movimenti dei mercati modificano i pesi delle diverse asset class. Un portafoglio inizialmente composto, ad esempio, dal 60% di azioni e dal 40% di obbligazioni potrebbe arrivare al 70% di azioni dopo una forte crescita dei mercati azionari. Il ribilanciamento serve a riportare il portafoglio verso i pesi stabiliti dalla strategia. Per approfondire, puoi leggere la guida su come ribilanciare il portafoglio.

L’obiettivo non è quindi prevedere continuamente cosa faranno i mercati, ma mantenere una struttura coerente con il piano finanziario, intervenendo quando cambiano gli obiettivi, la situazione dell’investitore o i pesi delle diverse componenti del portafoglio.

Asset Allocation con ETF: come costruire un portafoglio

Gli ETF (Exchange Traded Fund) possono essere utilizzati per costruire un’asset allocation diversificata attraverso un numero relativamente contenuto di strumenti.

Banca d’Italia indica proprio fondi ed ETF tra gli strumenti attraverso cui è possibile diversificare facilmente un investimento, grazie all’esposizione a numerosi strumenti finanziari sottostanti. 

Un ETF può infatti offrire esposizione a centinaia o migliaia di titoli attraverso un singolo strumento. Questo permette di costruire portafogli nei quali le diverse componenti dell’asset allocation sono rappresentate da ETF azionari, obbligazionari o monetari.

Per esempio, un investitore potrebbe costruire una semplice allocazione composta da:

  • 60% ETF azionari;
  • 30% ETF obbligazionari;
  • 10% liquidità o strumenti monetari.

Le percentuali sono naturalmente puramente illustrative e non rappresentano un’asset allocation adatta a qualsiasi investitore.

Per capire  come investire in ETF, bisogna tenere conto di elementi come indice replicato, area geografica, valuta, duration nel caso delle obbligazioni, modalità di replica, costi e dimensioni del fondo.

Proprio i costi meritano particolare attenzione. ESMA monitora periodicamente costi e performance dei prodotti di investimento al dettaglio nell’Unione europea e sottolinea l’importanza di considerare le commissioni nel valutare il risultato finale di un investimento. Nel report per il 2025 l’autorità ha rilevato che i costi correnti dei fondi UCITS sono diminuiti rispetto al 2024, ma ha anche evidenziato che la scelta del prodotto e la trasparenza dei costi continuano a essere determinanti per il risultato dell’investitore. 

L’utilizzo degli ETF non elimina quindi la necessità di definire correttamente l’asset allocation. Un portafoglio composto da molti ETF può essere comunque poco diversificato o eccessivamente rischioso se le esposizioni sottostanti non sono state valutate correttamente.

Allo stesso modo, non è necessario utilizzare un numero elevato di strumenti. L’obiettivo dovrebbe essere costruire un portafoglio nel quale ogni ETF abbia una funzione precisa all’interno dell’asset allocation complessiva.

Come scegliere la migliore Asset Allocation

Non esiste una migliore asset allocation in assoluto. La distribuzione più adatta dipende dalle caratteristiche dell’investitore e dall’obiettivo per cui il capitale viene investito. Prima di definire i pesi tra azioni, obbligazioni e liquidità è quindi utile considerare:

  • Obiettivo dell’investimento: acquistare casa, costruire un capitale per la pensione, creare un patrimonio o finanziare una spesa futura sono obiettivi diversi e richiedono strategie differenti.
  • Orizzonte temporale: il tempo a disposizione prima di dover utilizzare il capitale è uno degli elementi più importanti. Un investimento destinato a un obiettivo tra pochi anni non può essere gestito nello stesso modo di un capitale che non sarà necessario per diversi decenni.
  • Capacità di sopportare le perdite: bisogna valutare quanto una perdita temporanea potrebbe incidere concretamente sulla situazione finanziaria dell’investitore. Chi potrebbe avere bisogno del capitale nel breve periodo ha generalmente una capacità di rischio diversa da chi dispone di un patrimonio più elevato e non ha necessità di liquidarlo.
  • Tolleranza alle oscillazioni: anche la componente psicologica conta. Un’asset allocation teoricamente sostenibile può diventare difficile da mantenere se l’investitore non riesce a sopportare le oscillazioni del mercato e tende a vendere durante le fasi negative.
  • Situazione finanziaria complessiva: reddito, patrimonio, debiti, liquidità disponibile e presenza di un fondo di emergenza contribuiscono a determinare quanto capitale può essere effettivamente destinato agli investimenti.
  • Diversificazione: la distribuzione non riguarda soltanto la percentuale tra azioni e obbligazioni, ma anche la diversificazione geografica e tra differenti strumenti e mercati. Una corretta diversificazione può ridurre la dipendenza del portafoglio dall’andamento di una singola area o asset class.

In sintesi, la corretta asset allocation è quella che riesce a mettere in equilibrio obiettivi, orizzonte temporale, situazione finanziaria e rischio, permettendo all’investitore di mantenere la strategia anche durante le fasi di maggiore volatilità dei mercati.

Esempi di Asset Allocation per il breve, medio e lungo termine

Le percentuali di azioni, obbligazioni e liquidità possono cambiare sensibilmente in funzione dell’orizzonte temporale. Gli esempi seguenti hanno esclusivamente finalità illustrative e non rappresentano raccomandazioni di investimento.

Esempio di Asset Allocation per il breve termine

Quando il capitale deve essere utilizzato nel giro di pochi anni, la priorità può essere la conservazione del capitale e la disponibilità delle somme.

Un esempio puramente illustrativo potrebbe essere:

Asset classPeso indicativo
Azioni10%
Obbligazioni40%
Liquidità/strumenti monetari50%

La presenza di una componente azionaria non è necessariamente indispensabile: la sua eventuale presenza dovrebbe essere valutata in funzione dell’obiettivo e della capacità di sopportare una perdita proprio nel momento in cui il capitale deve essere utilizzato.

Esempio di Asset Allocation per il medio termine

Su un orizzonte intermedio può essere possibile aumentare la componente destinata alla crescita del capitale, mantenendo comunque una quota significativa di strumenti meno volatili.

Un esempio potrebbe essere:

Asset classPeso indicativo
Azioni50%
Obbligazioni40%
Liquidità/strumenti monetari10%

Anche in questo caso, la distribuzione effettiva dovrebbe essere definita considerando il singolo obiettivo e non soltanto il numero di anni che mancano al suo raggiungimento.

Esempio di Asset Allocation per il lungo termine

Con un orizzonte molto lungo, la componente azionaria può assumere un peso maggiore, perché l’investitore ha generalmente più tempo per affrontare le oscillazioni del mercato.

Un esempio potrebbe essere:

Asset classPeso indicativo
Azioni80%
Obbligazioni15%
Liquidità/strumenti monetari5%

Una maggiore esposizione azionaria comporta però anche la possibilità di subire perdite significative nel breve periodo. L’orizzonte temporale, da solo, non rende quindi automaticamente adatta un’allocazione molto aggressiva.

Fonti e riferimenti

Domande frequenti sull’Asset Allocation

Qual è la differenza tra asset allocation strategica e tattica?

L’asset allocation strategica definisce una composizione di riferimento di lungo periodo del portafoglio. Quella tattica prevede invece modifiche temporanee rispetto a tale composizione, con l’obiettivo di adattare il portafoglio a determinate condizioni o opportunità di mercato.

Qual è la migliore asset allocation per un investitore?

Non esiste una composizione migliore per tutti. L’asset allocation dovrebbe essere definita considerando obiettivi, orizzonte temporale, capacità di rischio, tolleranza alle perdite e necessità di liquidità.

Quanti ETF servono per costruire un’asset allocation?

Non esiste un numero corretto di ETF. Un portafoglio può essere costruito anche con pochi strumenti, purché le esposizioni siano sufficientemente diversificate e coerenti con l’asset allocation scelta. Aggiungere ETF non significa necessariamente aumentare la diversificazione: diversi strumenti possono infatti avere esposizioni molto simili.

Quanto spesso bisogna modificare l’asset allocation?

Non esiste una frequenza universale. Un’asset allocation strategica può essere mantenuta per lunghi periodi, intervenendo principalmente attraverso il ribilanciamento quando i pesi si allontanano significativamente dagli obiettivi. Modifiche più sostanziali possono invece essere necessarie quando cambiano gli obiettivi, l’orizzonte temporale o la situazione finanziaria dell’investitore.

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